Firenze è ricca di rievocazioni di eventi storici tradizionali come il calcio storico, la Rificolona, la Pentolaccia, la festa del grillo, e lo scoppio del carro.

Altre feste che, nel passato, ebbero rilievo a Firenze e sono andate progressivamente sparendo sono la Traslazione di San Zanobi, le Burle degli Sciocchi, La Giostra del Saracino, che oggi è la festa cittadina di Arezzo, ma che si giocava anche a Firenze, il Palio dei Berberi, che si correva sul Prato, le Sassaiole del mese di luglio, il Gioco del Maglio che era una sorta di antico baseball.

Lo scoppio del carro è una rievocazione che viene fatta risalire addirittura al 1101, quando Pazzino di Ranieri de’ Pazzi ritornò dalla prima crociata (1096-1099) con tre scaglie di pietra provenienti dal Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Queste tre pietre rappresentavano il premio che Godefroy de Bouillon, ovvero Goffredo di Buglione o di Boulogne, a capo dei crociati nella conquista della città santa, donò a Pazzino de’ Pazzi per essere stato il primo ad issare la bandiera crociata sulle mura della città il 15 luglio del 1099.

Firenze aderì con grande partecipazione all’appello di papa Urbano II quando nel 1095 chiese di fare un “pellegrinaggio armato” per liberare il Santo Sepolcro dai mussulmani. Partirono da Firenze ben 2.500 soldati capitanati proprio da Pazzino di Ranieri de’ Pazzi che si mise al servizio di Goffredo di Buglione.

La tradizione vuole che, dopo la liberazione di Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunarono nella chiesa della resurrezione per ricevere il fuoco benedetto come simbolo di purificazione.

Tornato a Firenze il 16 luglio del 1101, le tre pietre vennero inizialmente conservate gelosamente nella dimora di famiglia e, ogni anno, venivano esposte il giorno del Sabato Santo. Lo sfregamento delle tre pietre produceva il fuoco santo che veniva distribuito ai fedeli in preghiera.

Successivamente le reliquie vennero trasferite alla Chiesa di Santa Maria Sopra Porta in Mercato Nuovo, oggi adiacente al Palagio di Parte Guelfa in Firenze, poi ribattezzata chiesa di San Biagio.

Le reliquie furono poi definitivamente trasferite il 27 maggio del 1785 nella chiesa dei Santi Apostoli nella Piazza del Limbo.

La tradizione che si consolidò negli anni prevedeva che il Sabato Santo venisse portato il fuoco acceso grazie alle tre pietre, da Palazzo Pitti al Battistero, dove, dopo l’esposizione, veniva consegnato ai fiorentini.

Il carro doveva essere il mezzo utilizzato per trasportare il fuoco, ma la sua origine è molto incerta e se ne ha una prima notizia soltanto nel 1478.

La funzione di trasporto del fuoco si trasformò in Scoppio del Carro sotto il pontificato di Leone X (Giovanni di Lorenzo de’ Medici, nato a Firenze l’11 dicembre del 1475 e morto a Roma il primo dicembre del 1521). Papa Leone X fu eletto 217° papa della Chiesa cattolica il 19 marzo del 1513.

In quegli anni si trovano notizie circa una corda che veniva tesa fra il coro del Duomo di Firenze e un carro posto fra il Battistero e il Duomo stesso. Su questa corda veniva posta una colombina armata di polvere da sparo che, una volta accesa, la faceva correre sul filo fino al Carro per accendere i mortaretti sistemati al centro del Carro, che a sua volta accendeva altre polveri della colombina (retrorazzi) per farla ritornare verso l’altare maggiore.

La colombina

La colombina

Si dice che il volo della colombina e il suo ritorno all’altare, indicasse ai fiorentini, e gli agricoltori in particolare, gli auspici per la stagione a venire soprattutto per i raccolti delle campagne. Se la colombina non tornava indietro l’anno sarebbe stato funesto.

Un esempio drammatico fu quello della Pasqua del 1966, quando la colombina non funzionò e il 4 novembre dello stesso anno, l’Arno allagò Firenze causando vittime e danni irreparabili al patrimonio artistico e storico della città.

Per poter avere una corda tesa orizzontale che partiva dal coro (oggi dall’altare maggiore) e arrivava al centro del Carro, questo punto doveva essere almeno a 4-5 metri da terra (considerati anche gli scalini in uscita dal Duomo), e se questo punto doveva corrispondere all’incirca al “centro del Carro”, questo doveva essere complessivamente alto almeno 9 metri. Del Carro infatti si dice che è alto quanto una casa di tre piani.

I fiorentini, con il loro tradizionale sarcasmo hanno ribattezzato il CarroBrindellone” perché durante il tragitto dal deposito, che si trova al numero civico 48 di Via il Prato (vicino alla Porta al Prato), fino al Duomo, il Carro, trainato da una coppia di buoi chianini, “traballa” sulle pietre sconnesse del centro città e l’andatura è proprio quella di un brindellone.

Carro trainato dai buoi chianini

Il Carro arriva al battistero di San Giovanni trainato da due buoi chianini

 

Oggi la rievocazione storica si svolge la domenica di Pasqua durante la messa pasquale che si tiene nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Figuranti del corteo storico davanti al Duomo con il carro

Figuranti del corteo storico davanti al Duomo con il carro

Il Carro viene scortato dal corteo dei figuranti fiorentini in costume, dal Gonfalone della città e annunciato dal suono delle chiarine. Quando giunge al Duomo viene collegato, per mezzo di una corda “sugnata” (ingrassata), oggi in ferro, ad un palo in legno posto al centro del coro di fronte all’altare maggiore, attraversando tutta la navata centrale per circa 150 metri.

Intorno alle undici, al momento del Gloria in escelsis Deo, viene dato fuoco alla miccia posta alla base della colombina che per reazione sfreccia verso il Carro incendiando i primi mortaretti. Mentre la colombina ritorna verso l’altare il Carro continua a “scoppiare” per circa venti minuti, al termine dei quali si spengono i mortaretti e si aprono sul culmine quattro bandiere storiche di Firenze.